COMUNICATO STAMPA

A seguito di  ripetuti attacchi, altamente calunniatori, violenti  e diffamatori che stanno circolando in queste ore, a tutela del mio buon nome, della mia famiglia, dell’incolumità personale e non, dei tanti giovani, professionisti e cittadini che in queste ore mi stanno sostenendo: lo scrivente si è recato presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord.  Pressioni e attacchi personali che stanno minando in queste ore la mia serenità familiare, conseguenza  dell’avvio di una crociata da “caccia alle streghe” nei confronti di chi è impegnato democraticamente in una competizione elettorale.  Aldilà delle azioni che la magistratura inquirente intenderà mettere in campo a tutela del sottoscritto, il dolore più grande lo infliggono le parole. Parole violentate da coloro che consapevolmente in malafede, stanno facendo esercizio di una retorica neanche forbita, coerente con il degrado che nel frattempo vogliono costruire intorno alla politica per svuotarla di significato. Pur avendo condiviso per ben due legislature (dal 2000 al 2008) “gioie e dolori”, assieme ad altri 62 consiglieri comunali (società civile e professionisti), si continua falsamente a riportare il mio ruolo di vice sindaco o assessore nell’amministrazione colta da decreto di scioglimento. Senza nemmeno informarsi che lo scrivente nel 2008 era un semplice consigliere comunale.  Il tradimento che certe azioni perpetrano, però, non resta confinato negli ambiti personali, familiari e di partito. Sono tradimenti che hanno come conseguenza la sconfitta della politica come pratica virtuosa. Azioni evidentemente ( questo lo dirà la magistratura) commesse da soggetti supportati da logiche identiche e speculari, che fanno leva su moralismi di comodo e considerazioni di nessun conto, che chiamano a raccolta la città ognuno contro la “banda rivale”. Come se le persone, gli elettori, possano appassionarsi alla lotta tra gruppi. Soggetti  che hanno, per il loro egocentrismo anacronistico e forse patologico, soffocato la voglia di costruire  che Arzano richiedeva  e richiede, gridano allo scandalo a “senso unico” abrogandosi il diritto di rilasciare “patenti di legalità”. Cercando di creare una tale babele di urla e di schiamazzi che pochi ormai riescono a capire il senso. Una città vera però, coerente, senza odi e rivalse personali da fallimenti, interessi di parte, oggi c’è. Ed è distante da questo integralismo dialettico e da questa baruffa di paese.  Alla luce di ciò, abbiamo chiesto l’attivazione di tutti i canali istituzionali, investigativi  e giudiziari affinché vi sia sul nostro martoriato territorio, attenzione e vigilanza su di una competizione elettorale democraticamente in corso. Un grazie a tutti quelli che mi hanno fatto giungere in queste la loro solidarietà e dei tanti cittadini che credono che una Arzano diversa sia possibile.

Gennaro De Mare

 

 

 

 

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