Sulla manifestazione di questa sera  “I frutti dell’anticamorra”, organizzata dai partiti che appoggiano Fiorella Esposito, prevista prima in via Sette Re angolo via A. Pecchia e poi spostata a piazza dei Martiri, botta e risposta tra il commissario della sezione del Partito Democratico, Antonio Amato e il segretario di Rifondazione Comunista, Giuseppe Mauro.

Di seguito la nota del commissario Pd Antonio Amato, poi Giuseppe Mauro.

Apprendo da Facebook che la candidata a sindaco di Arzano Fiorella Esposito domenica 18 assieme a componenti della propria coalizione, distribuisce frutta proveniente dalle terre confiscate alla camorra.

Spero sia una bufala, ma se così non fosse mi chiedo come sia possibile utilizzare i beni confiscati per fare campagna elettorale.

I beni confiscati vengono assegnati dalla competente Agenzia Nazionale ai comuni per attività istituzionali e dai comuni, con appositi bandi alle associazioni per finalità sociali o per promuovere economia legale e dunque lavoro e sviluppo “sano” del territorio.

Per arrivare alla normativa attuale che prevede la sottrazione alla mafia e alla camorra la confisca di ricchezze ottenute in modo malavitoso sulla pelle delle comunità, ci sono voluti anni di lotte che hanno visto anche vittime…Tutto questo lo dobbiamo, soprattutto, al grande impegno di “Libera” e alla efficace attività delle Forze dell’odine e della Magistratura per i significativi risultati circa le confische di beni e capitali dei camorristi. I beni gestiti dalle associazioni per attività sociali vengono sostenuti anche con contributi pubblici e con la vendita di prodotti ricavati o l’offerta di servizi di natura sociale che vedono l’impegno e il lavoro di tanti volontari e operatori.

Rispetto a tanto, sono convinto che Libera e le Autorità preposte non possano minimamente tollerare che i prodotti ricavati dalle terre confiscate vengano considerati come “cose di parte” e peggio ancora strumentalizzati per propaganda elettorale.
Tra l’altro assistiamo ad un ritorno di un “metodo Laurino” con l’aggravante che Lauro distribuiva i pacchi di pasta, questi distribuiscono i prodotti dei beni confiscati alla camorra.
Antonio Amato Commissario circolo PD Arzano

Di seguito la risposta di Giuseppe Mauro.

Registriamo con vivo interesse la riemersione del PD circolo di Arzano dai fumi della batosta elettorale rimediata lo scorso 11 giugno, per il tramite di un post del commissario Tonino Amato. Per lo stesso tramite, annotiamo pure, e con grande soddisfazione, un fatto ben più importante: il PD di Arzano ha finalmente scoperto che ad Arzano esiste un bene confiscato alla camorra!
I miracoli accadono.
Ebbene sì, caro Tonino: per fortuna sul territorio c’è altro, oltre al partito che hai l’onere di dirigere. Ci sono ragazze e ragazzi che operano sul territorio da anni, che lavorano dal basso con la gente, che fanno politica in un mondo lontano anni luce dai tavolini che stanno fuori al vostro circolo.
Vedi, Tonino, visto che ci hai deliziato con una dotta dissertazione sulle normative burocratiche che regolano l’assegnazione e la gestione dei beni confiscati alla camorra, ora ti dirò qualcosa che forse ti sfugge (ma si sa, voi volate altissimi): gestire un bene anticamorra significa mettersi CONTRO la camorra, e questo lo dico con chiarezza anche al coordinatore di Libera Campania, che dovrebbe saperlo bene. Gestire un bene anticamorra significa correre il rischio di subire ritorsioni, vendette, minacce.
Eh sì, caro Tonino. E visto che sei così attento, vorrei ricordarti che queste minacce non sono così aleatorie, non sono un miraggio metafisico. Il bene confiscato alla camorra (che si chiama RAU – Ex Macelleria Sociale, così ne sai un po’ di più) è stato in effetti incendiato. Tutti i progetti che lo riguardano, e che prevedono un mondo di attività messo al servizio della collettività, hanno subito per questo un ritardo e i ragazzi che ci lavorano hanno dovuto ricominciare daccapo, senza paura.
Dopo l’incendio, noi abbiamo fatto diverse manifestazioni anticamorra, incassando la solidarietà di diversi esponenti politici e non (ad una di queste era presente, per esempio, Elena Coccia). Ebbene, il caro PD circolo di Arzano non ha speso un gesto o una parola di solidarietà verso i ragazzi protagonisti del progetto e VITTIME dell’intimidazione camorristica, né hanno partecipato alle manifestazioni. Evidentemente, gli ex compagni del PD erano impegnati in qualche decisiva mano di briscola in piazza Cimmino.
Ora, si può accettare tutto, figuriamoci. Tuttavia, le lezioncine di moralità da chi scopre l’esistenza delle cose solo quando si tratta di raccogliere i frutti del lavoro di altri, ma quando si tratta di seminare si occupa sempre d’altro, le rispediamo decisamente al mittente.
Orbene, capisco che siate impegnati in una importante resa dei conti interna e che viviate con un certo terrore l’elezione a sindaco di Fiorella. Capisco anche che, sicuramente, il PD circolo di Arzano è coinvolto in faccende decisive per il futuro della città o in altre importantissime questioni.
Però, per essere chiari: tra queste questioni l’anticamorra di certo non c’è.
Qui ad Arzano l’anticamorra la fanno altri, non voi.

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