Dopo le ultime vicende il centro storico è al collasso

La bomba d’acqua caduta sulla città di Arzano è diventato un vero e proprio dramma per cinque famiglie arzanesi che sono state costrette ad abbandonare le abitazioni per pericolo di crolli. Dopo una settimana di alloggio presso l’Hotel Olga, i nostri sfortunati concittadini hanno chiesto, ed ottenuto, alloggio presso le aule destinate al catechismo, della Parrocchia del Sacro Cuore, in Via don Geremia Piscopo.  Padre Alessandro Overa si è adoperato fin dal primo minuto per trovare una sistemazione definitiva a queste famiglie. Gli incontri avuti con i Commissari Prefettizi hanno prodotto praticamente nulla. Alla bontà dei cittadini arzanesi, che stanno contribuendo per alleviare le spese che stanno affrontando gli sfollati, purtroppo non c’è il riscontro della Casa Comunale.

Con questa tegola, il centro storico diventa sempre più isolato.

Passeggiare per le strade del centro storico della nostra città da un senso di vuoto. Le ultime vie di accesso sono state transennate per il pericolo crollo di alcune abitazioni, e l’assenza del transito di auto e moto rendono il clima quanto meno insolito.

I pochi esercizi commerciali aperti rendono meno monotona l’aria, ma il disagio in cui sono costretti a vivere è latente:” Viviamo lontani dal mondo e stiamo pagando per colpe non nostre – ci grida stizzito un commerciante -, non è possibile che una fetta di Arzano sia lasciata al suo destino e nessuno intervenga per correre ai ripari e ripristinare lo stato dei luoghi. Viene da pensare che al Comune a nessuno interessano le nostre sorti. Due sindaci e tre Commissari Prefettizi non sono bastati per farci ritornare a vivere. Ora gridiamo il nostro basta, e lo facciamo con tutto lo sdegno. Ci rifiutiamo di pensare la macchina amministrativa sia composta da gente incompetente.”

Alle urla dei commercianti fa eco la disperazione dei residenti:” Aiutateci. Stiamo vivendo nello sconforto più totale. Il solo passeggio di gente o il transito delle auto ci faceva sentire parte integrante della città. Ora stiamo vivendo da “sepolti vivi”. E’ un clima irreale e non sappiamo quanto tempo ancora ce la faremo a resistere.”

La vista di due sacerdoti che si erano recati nei pressi delle abitazioni pericolanti ha fatto risplendere i volti di alcune massaie che, oltre a chiedere preghiere, si sono soffermate sui personaggi che nel passato abitavano in quei luoghi.

Cosa e chi si aspetta per ridare la vita al centro storico? Cosa e chi ferma la macchina amministrativa, che non riesce a far riaprire Via Santa Giustina e Via Zanardelli?

Ora anche Via Annunziata subirà lo stesso trattamento?

Gerardo De Rosa

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