• Assistiti in rivolta per la soppressione di servizi sanitari e ambulatori specialistici nel comprensorio Casoria-Arzano-Casavatore. “Sembra tutto organizzato per creare un depauperamento sul territorio e arrivare addirittura alla chiusura della sede periferica distrettuale di Arpino”, asseriscono alcuni cittadini che si sono riuniti un comitato promuovendo anche una petizione popolare con la raccolta di migliaia di firme. La diabetologia è stata concentrata, con la realizzazione del cosiddetto polo diabetologico, tutta al distretto di via De Gasperi di Casoria e abolita ad Arzano, Casavatore ed Arpino, con gravi disagi per l’utenza di quei centri, costretta a recarsi in trasferta con tutte le difficoltà legate alla carenza di mezzi di trasporto pubblico. Non solo: a Casoria centro, pur volendo utilizzare l’auto privata, c’è il problema di trovare un parcheggio libero. Risultato? Molti assistiti, specialmente quelli del mega quartiere Arpino, unito senza soluzione di continuità con Napoli, trovano vie di fuga rivolgendosi agli ambulatori della vicina Asl Napoli 1. Ma al  subdistretto di Arpino – Cittadella l’utenza non troverà più nemmeno l’ambulatorio di Nefrologia, trasferito a Villaricca e tra poco, per carenza di personale pure il servizio vaccinazioni per il quale si rischia il blocco totale. A ritmo ridotto, invece, sempre ad Arpino, funziona (solo per 4 ore a settimana) l’ufficio di medicina legale per l’utilizzo part-time da qualche tempo del medico specialista, per il quale la direzione strategica dell’Asl ha deciso l’Impiego anche presso altro servizio. Ancora più grave il disagio che potrebbe presentarsi al distretto di Casoria dal prossimo primo luglio dove la chiusura dell’ufficio addetto alla certificazione medico-legale è quasi certa. Infatti, l’unico medico (rilascia certificazione di rinnovo patenti, gravidanza a rischio, porto d’armi, tagliando disabili eccetera) è stato trasferito d’ufficio a Pozzuoli. E d’ufficio, addirittura con procedura d’urgenza, hanno preso il volo anche alcuni amministrativi che hanno lasciato scoperto improvvisamente settori determinanti della macchina gestionale distrettuale. L’utenza, sul piede di guerra, chiede al sindaco Pasquale Fuccio, massima autorità sanitaria sul territorio, e al Vice Presidente della Giunta regionale della Campania, Tommaso Casillo, di fare arrivare alto il grido di protesta nelle opportune competenti sedi.

 

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