Dopo aver assistito al secondo dibattito pubblico promosso dagli esponenti del mondo cattolico arzanese, impellente è nata la necessità, quale cittadina ed esponente del Partito Democratico locale, di condividere alcune riflessioni sulla condizione politica della Città di Arzano.

Pur apprezzando tutte le iniziative pubbliche che inseguono il dichiarato fine di riannodare le fila di un tessuto sociale sfilacciato, disunito e disorientato, di una comunità ripiegata su se stessa e avvinta da condizioni socio-economiche di evidente arretratezza, distante dalla politica pur in imminenza di elezioni amministrative, ritengo sia grave e colpevole l’assenza nel dibattito pubblico della voce dei Partiti Politici, in particolar del P.D.

L’assenza dei Partiti Politici, sebbene da più parti ne venga dichiarato il tramonto, rappresenta a mio avviso un limite del dibattito e dell’azione politica, non potendo immaginare la costruzione di una proposta, un progetto politico, ispirati da una visione, in presenza dell’attuale afasia dei Partiti che, fino ad ora, hanno in ogni caso formato e accolto il ceto politico, al quale vanno ascritti fatti e misfatti dell’azione di governo della nostra Città, sulle cui ceneri si pensa di costruire il futuro della comunità dei cittadini arzanesi.

E’ vero che le vicende della Politica nazionale, in particolar modo del P.D., Partito di governo, non ispirano ottimismo e fiducia, ampliando quell’area che va sotto il nome del Partito dell’astensionismo o dei populismi. Ma, veramente, pensiamo di costruire la risposta ai tanti problemi della Città senza definire il confine, anche ideologico e partitico, dell’analisi e delle soluzioni che devono caratterizzare l’Offerta politica? I luoghi del confronto della pratica politica, della condivisione  e della creazione del consenso, dovrebbero essere rappresentati non solo dalle sedi delle Associazioni e dalla Rete, ma anche dalle sedi di Partito e, in particolar modo , di quello nel quale milito!

La creazione di Liste civiche e di Associazioni politiche rappresentano un sintomo della vitalità democratica di un Paese, ma possono risultare anche i luoghi del trasformismo politico e lo strumento per strategie dettate da opportunismi o cambiamenti di facciata, nell’imminenza delle scadenze elettorali. La Sinistra e il Centro Sinistra, categorie politiche che hanno per me ancora un valore, hanno il dovere di chiamare a raccolta tutte le forze del civismo attivo e impegnato, nel tentativo di ricostruire una democrazia partecipativa e una classe politica che possa riconoscersi in un Progetto di Rinnovamento.

Tuttavia, il Rinnovamento non può concretizzarsi nella semplice pratica della delegittimazione dei Partiti Politici! Occorre evidenziarne i limiti e le responsabilità, ma non auspicarne la dissoluzione o la deflagrazione. Occorre rinnovare la classe Dirigente ma non disperdere le energie e le tante competenze. L’azione di governo richiede visione politica e competenza amministrativa. Le questioni e i problemi richiedono lucide analisi e capacità di fornire soluzioni. Per fare tutto questo occorre non solo la presenza del ceto politico ma anche l’attenzione e il controllo di un cittadino attento, vigile, consapevole, informato. I programmi politici, le proposte di coloro che si candidano a governare la Città di Arzano, dovrebbero indicare Cosa fare, Come farlo, con quali Risorse. Si tratta di costruire percorsi e non Cartelli elettorali. L’iniziativa politica è premessa della buona Amministrazione e rende viva la democrazia che trova nelle leggi i limiti del suo agire ma che, sempre, richiede un sistema di valori che ispirino e dettino il quadro comune di riferimento dell’azione, caratterizzando e definendo le sue finalità e intenzioni.

La questione identitaria dei Cristiani in Politica rimanda a categorie dello spirito e, allo stesso tempo, definisce l’orizzonte di senso esistenziale del Cristiano, tracciando anche i confini etici dell’agire, soprattutto dell’agire in Politica. Ma una proposizione politica, in una società plurale e complessa, richiede necessariamente un atteggiamento e un punto di vista ampio e laicamente inclusivo, se si vuole evitare il rischio di tradursi in una proposta di stampo confessionale.

Credo che l’attuale dibattito politico arzanese, se non vuole rischiare di diventare un inefficace, sebbene interessante, esercizio accademico, debba porre al centro le situazioni delineate. Alla visione occorre far seguire la proposta, alla proposta l’azione e all’azione il sistema di controllo  e di autovalutazione, anche riconoscendo gli errori compiuti. Non dimentichiamo che la mancanza di una visione, ovvero il navigare a vista, rende l’azione politica opaca e poco trasparente, caratteristiche che rendono le organizzazioni altamente permeabili rispetto alle infiltrazioni del malaffare, della corruzione e dell’illegalità. L’assenza del comune senso della Legalità ci rende fragili, preda delle organizzazioni malavitose, ci fa arretrare, ci taglia fuori dai destini di crescita e sviluppo sociale ed economico, avvantaggia i più forti a danno dei più deboli. La legalità si coniuga necessariamente con Responsabilità e la parola d’ordine è Render Conto! Render Conto delle cose fatte, di quelle non fatte e di quelle che si intende fare. Penso sia giunto il momento, il futuro è vicino e i destini della nostra comunità non sono più delegabili.

Caterina Errichiello

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