Il quadro della situazione politica e amministrativa attuale ad Arzano si può definire desolante. Il male peggiore di Arzano è il fardello che si porta dal passato. Considerare il Comune non come il luogo dell’esercizio di una pubblica funzione ma come lo strumento per perseguire un interesse personale o di gruppo è un fardello pesantissimo. I labirinti psicologici del passato sono ombre che hanno oscurato il paese: amici, ditte, tecnici, prestanomi, pratiche e appartenenza. Più che ombre sono prassi consolidate e praticate. La politica, la buona politica deve difendere gli interessi della città e non gli interessi di un gruppo.

Il cambiamento tanto auspicato e decantato non si vede concretamente. Il principio secondo il quale era opportuno lasciar lavorare perché erano giovani e volenterosi, nuovi e inesperti ha messo in evidenza che in politica “la città non aspetta tempo”, i cittadini hanno necessità di risposte precise ed adeguate ai loro bisogni.

Detto ciò appare evidente che nulla è cambiato dalla situazione di partenza (giugno 2017) ad oggi. Le problematiche più sentite possono essere sinteticamente viste così:

  • Rifiuti: strade sporche, isola ecologica che non funziona come dovrebbe, raccolta differenziata ai minimi termini;
  • Sicurezza: situazione peggiorata e aggravata, come si rileva anche dalla lettura dagli organi di stampa e dalle relazioni degli uffici preposti;
  • Lavoro e Investimenti: vi è un silenzio assordante dell’Amministrazione comunale come organo di impulso per favorire e creare condizioni di sviluppo e crescita;
  • Gestione Beni Pubblici: un lassismo imperdonabile, uno sfregio continuo alla cittadinanza, beni lasciati come ruderi e macerie. Beni non messi a reddito oppure occupati a spese della collettività;
  • Giovani e Futuro: abbandonati, occasioni e opportunità perse per la scarsità delle risorse umane o per la scarsità di capacità amministrativa;
  • Trasporti: come prima, peggio di prima, anche per le note vicende delle aziende di TPL e per la scarsa visione di un progetto di mobilità sostenibile;
  • Gestione del territorio: vige l’anarchia, sosta selvaggia, cambio di sensi di marcia “a piacere” per soddisfare richieste di singoli residenti e non rispondenti ad esigenze di viabilità;
  • Politiche sociali, Pubblica istruzione e Edilizia scolastica: non pervenute.

Governare non è facile, governare su un campo minato è da eroi. Amministrare un paese durante un periodo complesso è ancora più difficile quasi da “Iron Lady”, ma non tutti sono disposti al sacrificio, specialmente quando l’ambiente circostante è rappresentato da liste civiche unite esclusivamente per fini elettorali. Una maggioranza senza un progetto vero, concreto e fattibile per la città. Il “partito dei consiglieri” ha portato la morte della politica. I metodi ricordano il passato, i soliti rituali dell’improvvisazione e della poca trasparenza.

La rivoluzione è ancora intrisa di inchiostro nel libro dei sogni e delle promesse. La città “morente” attende colpi di magia per la creazione di una vivacità auspicata. Giorno dopo giorno assistiamo all’insofferenza crescente dei cittadini per i continui disservizi comunali. Si colga l’occasione per riflettere e gettare le basi per una politica sana che possa veramente cambiare il volto e la testa di un paese e del suo popolo.                                   

                                                                      Salvatore Borreale

Segretario PD Arzano

(Tratto da “La Voce di Arzano” del 29 Luglio 2018)

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