(di Giovanni Bevilacqua) Non è un giorno come gli altri giorni. Non deve esserlo mai. Tutto quello che in questo giorno viene ricordato è sintetizzabile in un solo sostantivo: vergogna.

Vergogna per quelli che conoscono e non fanno niente perché la memoria sia condivisa e raccontata. Vergogna (massima) per tutti quelli che (e sono tanti), ancora oggi, pensano che sia tutto falso.

È chiamata “Giornata della memoria”: perché il ricordo dell’orrore della shoah ci accompagni per sempre.

Orrore, il sentimento che percorse i militari russi che arrivarono per primi e videro, vergogna per tutti quelli che già sapevano e quasi niente hanno fatto per impedire che continuasse. Milioni di morti: tutte persone, da onorare perché hanno permesso a noi di misurare l’umanità che percorre il mondo.

(foto dal web)

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