Nuova scoperta della nostra redazione, un’altra interrogazione del senatore Giarrusso con molte sorprese. Il politico nel dicembre del 2018, all’epoca ancora nel Movimento Cinque Stelle, chiede spiegazioni sulla gestione del patrimonio edilizio del Comune di Arzano.

L’INTERROGAZIONE

Siamo nel dicembre del 2018, la sindaca Fiorella Esposito ha da poco ritirato le sue dimissioni da primo cittadino, Giarrusso interroga il Ministro degli Interni Matteo Salvini sulla gestione del patrimonio edilizio del Comune di Arzano, con particolare riguardo agli alloggi della 167. Il senatore Giarrusso scrive: “…un articolo pubblicato il 26 novembre 2018 sul sito on line “Cronache della Campania”, a firma di Antonia Blasetti, riporta quanto accade relativamente alla gestione del patrimonio edilizio del Comune di Arzano (Napoli). In particolare le case di proprietà del Comune risulterebbero occupate da soggetti che non ne hanno titolo o, peggio, sospettati di appartenere alla criminalità organizzata, i quali, approfittando della lentezza burocratica nella gestione delle stesse, riuscirebbero a imporre la propria volontà nei confronti della cittadinanza tutta e, addirittura, dello stesso Comune di Arzano; nell’articolo vengono descritti numerosi abusi edilizi commessi a difesa delle proprie, non certo legali, attività, come si sarebbe verificato nel rione di via Colombo, dove sono sorti nella più tragica indifferenza muri, recinzioni, aperture di vani, e, addirittura, accorpamenti di unità immobiliari in pregiudizio della normale circolazione e fruibilità dei beni, che dovrebbe essere la caratteristica degli spazi comuni a disposizione della cittadinanza;…”

In breve il senatore scrive: “In particolare le case di proprietà del Comune risulterebbero occupate da soggetti che non ne hanno titolo o, peggio, sospettati di appartenere alla criminalità organizzata,…”. Ma , gli appartamenti non sarebbero di proprietà del comune di Arzano, come scopriremo più avanti.

LA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE D’INDAGINE

Il 17 giugno del 2019 sulla Gazzetta Ufficiale vengono pubblicate le motivazioni dello scioglimento. Sugli abusi edilizi e sui soggetti che non ne hanno titolo ad occupare gli appartamenti nella 167, la Commissione scrive: “Significative anomalie, riscontrate dall’Organo ispettivo nell’ambito del controllo del fenomeno dell’abusivismo·edilizio su quel territorio, sono riconducibili all’inerzia del Comune in relazione alla mancata esecuzione di ordinanze sanzionatorie già adottate dalla gestione commissariale pro­ tempore. Infatti, nel rione 167 di via Colombo, pur essendo state adottate le citate ordinanze sanzionatorie per opere edilizie realizzate abusivamente e riconducibili a soggetti ritenuti contigui alla criminalità organizzata,  il competente ufficio comunale non ha proceduto alla dovuta acquisizione delle aree e delle opere al patrimonio comunale o al loro abbattimento”.

Sulla proprietà dell’agglomerato 167 nessun cenno.

LA RISPOSTA ALL’INTERROGAZIONE DI GIARRUSSO

La risposta all’interrogazione di Giarruso arriva molti mesi dopo, nella seduta dell 20 giugno 2019, tre giorni dopo la pubblicazione delle motivazioni della Commissione d’Inchiesta sullo scioglimento del Comune di Arzano. A Giarrusso risponde Carlo Sibilia, sottosegretario di Stato per l’Interno: “Signor Presidente, si­gnori senatori, l’interrogante pone l’attenzione sulla necessità di assicurare condizioni di legalità nella gestione del Comune di Arzano, in provincia di Napoli, ponendo in particolare rilievo la situazione della gestione del patri­monio edilizio pubblico. In particolare, viene riferito che diversi immobili siti nel rione 167 di via Colombo sarebbero da tempo occupati da parte di soggetti che non ne hanno titolo o sospettati di appartenere alla criminalità organizzata. La situa­zione in atto sarebbe stata agevolata da carenze dell’apparato amministrativo dell’ente locale, grazie alle quali la criminalità organizzata è riuscita a imporre la propria volontà. Al riguardo, si rappresenta che da accertamenti effettuati dalla Polizia di Stato è emerso che gli immobili citati nell’atto di sindacato ispettivo sono di proprietà dell’Istituto autonomo case popolari e che i responsabili degli abusi edilizi e delle occupazioni abusive, rilevati nel corso degli anni, sono stati oggetto di deferimento all’autorità giudiziaria.”

In breve, il Sottogretario agli Interni riferisce che  gli appartamenti della 167 sono di proprietà dell’Istituto Autonomo Case Popolari (IACP) e soprattutto, che da accertamenti della Polizia di Stato, i responsabili degli abusi sono stati oggetto di deferimento all’autorità giudiziaria.

LA VERIFICA

Non soddisfatti della risposta del Sottosegretario Sibilia, noi siamo andati a verificare, se effettivamente gli appartamenti della 167 siano di proprietà IACP.  Sono 73 i cespiti che compongo l’agglomerato della 167, identificati con foglio 0003, mappa 557. Quindi, si deduce che, il proprietario debba intervenire sugli occupanti abusivi dei suoi appartamenti. Mentre, il Comune di Arzano sugli abusi edilizi.

Inoltre, come si evince dal censimento 2018 degli immobili di proprietà del Comune di Arzano, non c’è traccia degli immobili della 167.

Per quanto riguarda gli abusi edilizi, l’Istituto Autonomo Case Popolari, ha un proprio ufficio antiabusivismo che si trova in via Morelli a Napoli.

LA COLLEGA

Abbiamo cercato anche notizie sulla collega Antonia Blasetti, autrice dell’articolo “Arzano, alloggi occupati dai clan: il comune non interviene” che aveva ispirato l’interrogazione di Giarrusso, dove scriveva tra l’altro: “Le case di proprietà del Comune, quelle acquisite al patrimonio comunale e quelle costruite con i fondi del post-terremoto, risulterebbero occupate da soggetti senza titolo o ritenuti legati ai clan di camorra che sul territorio fanno il bello e cattivo tempo beneficiando delle lentezze burocratiche dell’ente”, ma non ci siamo riusciti.

Abbiamo cercato notizie della “collega”, a distanza di oltre due anni dall’articolo in questione, non figura nell’elenco dei giornalisti pubblicisti e nemmeno in quello dei giornalisti professionisti. Mentre, sui social media, l’unica Antonia Blasetti, non è arzanese, non è napoletana e posta solo materiale cattolico. Un fantasma, quindi.

La nostra attenzione si è soffermata, allora, sui lavori giornalistici di Antonia Blasetti e abbiamo scoperto un’altra stranezza. La “collega”, ha avuto una vasta produzione di articoli a partire dai giorni successivi al ritiro delle dimissioni della sindaca Fiorella Esposito avvenute il 22 novembre 2018. La “collega” redige l’articolo: “Arzano, il sindaco ritira le dimissioni: ‘pacieri’ due esponenti politici degli anni Ottanta” (20 novembre 2018), poi pubblica, sempre sullo stesso sito, l’articolo “Arzano, si dimette definitivamente Fiorella Esposito: al voto a maggio prossimo in attesa del commissario” (21 novembre 2018), la vasta produzione continua due giorni dopo con: “Arzano, il sindaco revoca le dimissioni ma scoppia il caso del consigliere di maggioranza a cena col boss”.

La “collega” sarà rimasta così male per il ritiro delle dimissioni che, il 26 novembre 2018, scriveva addirittura due articoli,  il famoso pezzo dell’interrogazione: “Arzano, alloggi occupati dai clan: il comune non interviene” e “Nuova bufera su Arzano: l’imprenditore ‘sponsor’ di un consigliere di maggioranza a una cena con un killer del clan Amato Pagano”. Dopo questa vasta produzione successiva al ritiro delle dimissioni, cosa ha pubblicato Antonia Blasetti? Siamo andati a fare ulteriori controlli, niente! Sparita, non ci sono più tracce di suoi articoli, sembrerebbe una carriera finita molto presto, appena dopo il terzo scioglimento. Su questa “sparizioni” possiamo anche essere smentiti nei prossimi giorni. Ne dubitiamo.

CONCLUSIONI

Il senatore Giarrusso dopo l’interrogazione, che avevamo scoperto la scorsa settimana, con molte anologie con un’altra precedente interrogazione del senatore Iannone, questa volta, poteva almeno sentire la giornalista e informarsi su chi fossero i proprietari degli appartamenti della 167 di Arzano.

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