La Cappella del Carmine, in Via Zanardelli, è stata tinteggiata di bianco. La cura è avvenuta solo per la parte esterna, come hanno confermato gli operai che ho incontrato ieri al lavoro. Comunque ci sembra una buona cosa. Altra buona cosa è quella della messa in opera di due lapidi ai lati dell’ingresso, rompono la monotona facciata che era tutta spoglia.

Sulla sinistra è stata posta una lapide con la crocifissione, mentre a destra dell’ingresso la lapide raffigura quella che dovrebbe essere la “Madonna delle lacrime”. Le due lastre marmoree sono certamente un riuso. Ci sembra proprio che la provenienza sia cimiteriale, giusto quanto dicevo della “Madonna” posta a destra. Altri segni del riuso sono evidenti. Ma non importa. Qualunque sia la provenienza penso che fossero ormai abbandonate, mentre ora in questa nuova destinazione possono essere rivalutate.

Chiunque abbia messo in atto questa cura è da lodare. Adesso il senso dell’abbandono del luogo che si viveva fino ad ieri non c’è più. Quel bianco, poi certifica tutto il senso del pulito che si dovrebbe respirare ovunque.

Giovanni Bevilacqua

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