(di Giovanni Bevilacqua) La conoscenza è la trasformazione dell’informazione in valore.

Qualcuno ha scritto così (non ricordo più chi). Ci sono cose necessarie nella vita di ognuno di noi. Prima il pane, in testa anche perché bisogno primario, subito dopo dobbiamo segnare il leggere, scrivere e far di conto, come si amava dire qualche anno fa.

L’informazione diventa un valore quando riusciamo a mettere dentro di noi lo scritto con il quale veniamo in contatto. Chi scrive ha un desiderio grande: condividere il pensiero che ha elaborato sulla carta. Ogni lettore trasforma quelle parole. Ogni lettore elabora a modo suo quanto trova e partecipa a suo modo con lo scritto che si dipana sotto i suoi occhi. Per ogni lettura c’è una trasformazione. Molte persone sono potentissime solo perché hanno la capacità di pensare. A volte scrivono e possiamo, quindi, facilmente incontrarli e partecipare delle loro capacità elaborative. Fidatevi, è bellissimo impossessarsi anche solo in parte del pensiero che, queste persone, scrivendo, vogliono metterci a parte.

La cultura è la capacità di ognuno di salvarsi dal potere che ci vuole stupidi per poterci dominare.

Leggere rende liberi, non a caso le prime vittime dei dittatori sono le biblioteche. Un’altra edicola che chiude dovrebbe essere preoccupante per le menti che vogliono pensare.

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