Riceviamo e Pubblichiamo

Le regionali si avvicinano in un clima che sembra surreale e al contempo fermo come se sul nostro territorio ci fosse un sortilegio malvagio e contorto.  Il paese è visibilmente paralizzato in un anestetico sonno, indotto dall’incapacità e l’arroganza di elementi appartenenti alla vecchia amministrazione che ancora strillano e sbraitano con slogan pecorecci e privi di qualsiasi significato, anagrammati dai cognomi di chi faceva abusiva presenza in uffici in cui non era preposto a far nulla se non a gonfiarsi di autoreferenzialità derisa platealmente dalla comunità.

Cosa scriviamo nella lista di richieste della letterina delle regionali? Il paese langue in servizi che rendono il nostro comune, un autentica isola in mezzo al mare metropolitano senza poter neanche raggiungere la limitrofa stazione di Casoria; il verde pubblico, è tenuto a bada più che curato, e per riappropriarci di spazi comuni, villa comunale e verde che circonda o precede le scuole, beh abbiamo visto tutti quanto tempo è stato richiesto. La pandemia, ha messo in evidenza ancor più quanto sia necessaria un’amministrazione in tempi critici, pena l’isolamento totale e l’abbandono a sé stessi. Mentre tutto si consuma e l’Italia, seppur con estreme difficoltà cammina, Arzano resta indietro, ancorata all’esacerbante polemica sterile tra persone e “fazioni” avverse e nemiche. Si denuncia e si indica col dito indice, chi ha distribuito beni di prima necessità (con relative autorizzazioni rilevate dall’arma e pertanto regolari) o aiutato i meno fortunati, urlando al voto di scambio, paventando chissà quale legame con la delinquenza: i delinquenti dei pacchi di pasta donati ad una madre che con qualche bambino in più? Sveglia che le elezioni comunali sono lontane, ossia primavera 2021, covid19 permettendo.

E sempre come nelle favole, magari la critica giunge da inacidite zitelle o manchevoli matrigne schiumanti di bile.

Siamo ancora un paese Commissariato. Un paese commissariato innanzi tutto dalla mentalità ancora troppo arretrata di non permettere a qualcuno di far bella figura, di portare a casa un risultato positivo per il proprio territorio, secondo quel famoso racconto che vedeva il contadino esprimere il desiderio di farsi cavare un occhio dal folletto incontrato nel bosco, perché quest’ultimo gli aveva promesso che qualsiasi cosa avesse chiesto per sé, l’avrebbe raddoppiata per il suo vicino.

Il paese ha bisogno di un piano economico per il commercio che non esiste, non è stato neanche minimamente progettato. Il riappropriarsi di spazi verdi e incentivare l’edilizia sostenibile, rivalutando strutture, cercando rimedio alla deriva sociale che vede i nostri ragazzi più talentuosi scappare appena possibile per non far più ritorno, e quelli che non hanno mezzi ed opportunità, fiorire e appassire in una primavera mai espressa.

E intanto che barzelletta: qualcuno con post arzigogolati, imbastiti di belle parole quasi avessero vinto mondiali di calcio o olimpiadi universitarie d’astrofisica, citano frasi come “questo paese non mi merita” oppure “abbiamo perso un’altra persona di valore”. L’ultima fallimentare amministrazione, resta fallimentare, resta la protagonista e la responsabile di questo terzo scioglimento, e una riabilitazione a candidarsi, non significa tornare puliti e smacchiati come avviene dopo un giro di lavatrice. Politicamente le colpe non possono essere cancellate da colpi di spugna che gli arzanesi ricorderanno a lungo purtroppo.

Simone Russo   

Condividi