(di Giovanni Bevilacqua) In Giappone il tempio di Ise viene demolito e ricostruito ogni venti anni. Tradizione vuole che i giovani a vent’anni visitino il tempio per imparare a costruirlo, perché a quaranta devono rifarlo e quando raggiungono i sessanta devono insegnare ai giovani a farlo. Questa ricostruzione continua del tempio segna l’eternità. Non sono le pietre ad avere il valore eterno ma la sua ricostruzione, l’opera dell’uomo nel rimettere insieme le pietre e rifarlo nuovo.

Così deve essere la Pasqua per ogni cristiano: ripensare e ricostruire la propria esistenza, con la forza del Risorto che ha fatto nuova ogni cosa. “Non abbiate paura”, la fede ci porterà “a riveder le stelle”. Auguri

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