Cade l’accusa di incandidabilità per il sindaco Fiorella Esposito e altri tre amministratori. Di seguito pubblichiamo una breve sintesi della sentenza, emessa dal Tribunale di Napoli Nord, I sez. Civile.

Fiorella Esposito: …il Collegio osserva conclusivamente che le circostanze evidenziate nella relazione prefettizia, valutate sia complessivamente che vieppiù singolarmente, non siano idonee a ritenere il Sindaco Esposito Fiorella responsabile delle condotte che hanno determinato lo scioglimento del consiglio comunale di Arzano, ai fini richiesti dall’art. 143 comma 11 del D.lgs. 267/00; invero, anche alla luce delle puntuali difese espletate dalla parte sui vari punti sopra riportati, il Collegio ritiene che non siano emersi con sufficiente chiarezza elementi concreti univoci e rilevanti al fine di ritenere fondata l’istanza di incandidabilità della predetta.

Anna Errichiello: …, il Collegio osserva che nella vicenda descritta non si riescono a ravvisare gli elementi concreti univoci e rilevanti al fine di ritenere fondata l’istanza di incandidabilità della predetta Errichiello, non solo perché i fatti riguardano formalmente la posizione del padre convivente della medesima, ma anche perché la presenza in sede di sopralluogo del tecnico di fiducia della parte, menzionato (non è chiarito a quale titolo ed in relazione a quali fatti) dalla precedente commissione di accesso, non è in sé significativa di continuità politico amministrativa di soggetti legati alla criminalità organizzata, anche tenuto conto del fatto che la Errichiello, nella consiliatura Fuschino disciolta, era consigliere di opposizione e il suo tecnico di fiducia non risulta nella compagine politica dell’Ente.

Immobile dissequestrato dalla Procura di Napoli Nord in data 15.4.2019 (ndr).

Alessandro Merenda: Osservava che l’unica contestazione astrattamente a lui ascrivibile riguardava la riferita ingerenza relativa ad una richiesta di variante di lavori per la realizzazione di una struttura, in merito alla quale smentiva categoricamente la circostanza di aver prelevato e consegnato a chicchessia faldoni, sostenendo di non aver mai manifestato illegittime ingerenze nell’attività cui erano preposti gli uffici comunali, ma sempre e solo le funzioni di indirizzo proprie di un assessore, senza mai sovrapporsi ad atti gestionali e tantomeno suggerire conclusioni procedimentali. Al riguardo, il Collegio non può che rilevare che nella vicenda descritta non si riescono a ravvisare gli elementi concreti univoci e rilevanti al fine di ritenere fondata l’istanza di incandidabilità del Merenda, non solo perché nella relazione prefettizia si dà conto di un unico isolato episodio, ma soprattutto perché lo stesso, anche se verificatosi come descritto nella relazione prefettizia omissata, appare scarsamente dotato di valenza pregnante sotto il profilo dell’efficacia causale rispetto allo scioglimento del consiglio comunale di Arzano.

Rosario Errichiello: Pertanto, alla luce di quanto considerato, il Collegio ritiene che anche a carico del resistente Errichiello Rosario non si registrano sufficienti elementi concreti, univoci e rilevanti che dimostrino condizionamenti dell’Ente da parte della criminalità organizzata con efficacia causale diretta sull’alterazione del buon andamento e dell’imparzialità nella conduzione della res publica, elementi che permettano di addivenire alla declaratoria di incandidabilità alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali, limitatamente al primo turno elettorale successivo allo scioglimento e alla pronuncia, stante lo svuotamento di significatività degli episodi narrati derivante dalle parti omissate della relazione prefettizia.

Il Tribunale, visto l’art. 143 comma 11 t.u.e.l., così provvede: 1) rigetta la domanda proposta nei confronti di tutte le parti costituite; 2) condanna il Ministero dell’Interno, in persona del Ministro p.t., al pagamento in favore delle parti Esposito Fiorella e Errichiello Anna delle spese di lite del presente giudizio, che si liquidano in € 2.892,50 per compensi, oltre rimborso spese generali al 15%, I.V.A. e C.P.A., come per legge, con attribuzione in favore dell’avvocato Ezio Maria Zuppardi antistatario; 3) condanna il Ministero dell’Interno, in persona del Ministro p.t., al pagamento in favore della parte Merenda Alessandro delle spese di lite del presente giudizio, che si liquidano in € 2.225,00 per compensi, oltre rimborso spese generali al 15%, I.V.A. e C.P.A., come per legge; 4) condanna il Ministero dell’Interno, in persona del Ministro p.t., al pagamento in favore della parte Errichiello Rosario delle spese di lite del presente giudizio, che si liquidano in € 2.225,00 per compensi, oltre rimborso spese generali al 15%, I.V.A. e C.P.A., come per legge. Manda la cancelleria per gli adempimenti di rito. Così deciso in Aversa, nella camera di consiglio del 29.10.2019

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