Il Centro per la Terza Età di via Alfredo Pecchia fu inaugurato il 6 dicembre del 1998. Tra i grandi fautori ci fu il consigliere comunale Ernesto Mastrocinque, che da sempre si era battuto per l’ideazione, la progettazione, l’approvazione e la realizzazione dell’opera.

In brevi cenni, ripercorriamo la storia del Centro.

Nella seduta consiliare del 20 giugno 1995, su proposta di Mastrocin­que si discusse l’opportunità di ristrutturare l’ex Macello Comunale per destinarlo al servizio sociale per la Terza Età.

Nel giugno del 1996 fu bandita la gara di appalto perla ristrutturazione dell’ex Macello Comunale, l’importo a base d’asta era di 387 milioni di lire.

Dopo tante peripezie, boicottaggi, lunedi 18 novem­bre1996, iniziarono i lavori per dotare gli anziani arzanesi di un luogo di ritrovo.

I lavori strutturali furono terminati nel maggio del 1997, per le rifiniture si ipotizzò un lasso di tempo di tre-quattro mesi, terminarono moltissimo tempo dopo.

La nuova struttura fu inaugurata domenica 6 dicembre, un lungo corteo con la banda musicale e le majorettes partì dalla Casa Comunale per raggiungere la struttura, a tagliare il nastro fu l’allora sindaco Ageo Piscopo con l’assessore Carmela Norcia, la Messa fu officiata da Padre Raffaele D’Onofrio.

A distanza di vent’anni la struttura è tenuta benissimo dai soci ed è frequentatissima dagli anziani arzanesi.

(nella foto, l’esterno del Centro durante i lavori del 1998)

L’ELOGIO DI UN VECCHIETTO

Non si parla di macchine da rottamare, nè di cose, oggetti e quant’altro da portare nell’isola ecologica perche da buttare. Parliamo di persone che hanno sulle loro spalle un vissuto di primavere e autunni di estate e di inverno. Ulivi esposti alle quattro stagioni alberi che hanno dato i loro frutti per decenni e che non si sono risparmiati alle avversità della vita fino a contorcersi al peso della fatica.

Parliamo dei vostri padri…dei vostri nonni, questi fastidiosi e ingombranti vecchietti che più delle volte sono abbandonati a loro stessi e vivrebbero la loro solitudine in un modo malinconico. Ma non per tutti e così grazie al Centro per la Terza Età che, e forse l’unica cosa positiva che i politici del passato hanno partorito, e che grazie ad un manipoli di volontari funzione alla grande (non faccio nomi per paura di dimenticarne qualcuno), sono credetemi, tutti da elogiare. In questo periodo dell’anno dove le serate sono lunghe e dure da passare per chi è solo, il Centro resta l’unico luogo di aggregazione di questo agonizzante paese. L’incontro di più solitudini annulla di fatto la solitudine in senso lato. Questi arzilli e amabili vecchietti riescono in perfetta sintonia ad aiutarsi l’un l’altro è tra una partita di scopone scientifico o di tombola si parla di tutto e si condividono gioie e dolori.

Qui sono persone con tutta la loro dignità… sono la storia di questa nostra amata Arzano.

Salvatore Troise

Condividi