La Metropolitana resterà un progetto nel nostro già ricco “libro dei sogni”?       

(Giustino Aruta) Fino al 1961, per Arzano passava un tram che, in meno di mezz’ora, ci portava a Porta Capuana.

Oggi, chi deve raggiungere il Capoluogo con i mezzi pubblici impiega, mediamente, 60/70 minuti, pertanto è costretto ad utilizzare il mezzo privato, con tutto quello che ne consegue in termini di stress e di costi.

Un mezzo di trasporto comodo e veloce, invece, andrebbe a soddisfare le esigenze di quanti devono recarsi a Napoli per lavoro o per studio, ma anche di coloro che vogliono fare shopping o cercano, semplicemente, qualche  momento di svago.

Purtroppo sono decenni che gli arzanesi patiscono questa situazione e chiedono soluzioni.

A maggio del 1986, tre giornali locali – Idea!, Il Momento e La Voce di Arzano – lanciarono una petizione per far istituire un collegamento con Secondigliano e con la stazione ferroviaria di Casoria.

Nel 1991 altri soggetti si fecero promotori di un’analoga petizione.

Nel 1996 anche il giornale Agorà raccolse migliaia di firme di cittadini esasperati.

Nel 2003 fu la volta dell’Amministrazione comunale. Essa, il 9 maggio, emanò una Delibera di Giunta con la quale si invitavano “gli Assessorati Piano Territoriale e Progetti Speciali della Provincia di Napoli a valutare concretamente l’inserimento del passaggio di una linea di collegamento su ferro tra la Metropolitana cittadina ed i Comuni a nord di Napoli sul territorio di Arzano”.

Ma quelli che “abitavano” i palazzi della Regione e della Provincia non prestarono nessuna attenzione a quella richiesta.

Passarono altri 13 anni, nel corso dei quali si verificarono ben 2 scioglimenti dei Consigli comunali.

Nel 2016, durante la 2^ gestione commissariale del nostro Comune, allorché la cittadinanza fu chiamata a discutere e ad elaborare proposte in merito al PUC, l’Associazione Agrippinus e la SPI/Cgil prospettarono “di istituire una linea veloce su ferro diretta verso Napoli e un collegamento con le stazioni ferroviarie viciniori”.

Ma, evidentemente, quella proposta fu consegnata…alla polvere degli archivi.

Due anni dopo, ignorando ciò che era stato previsto nel 1991 (al CSST era stato affidato uno studio di  fattibilità di una linea metropolitana che da Casoria, passando per Arzano, raggiungesse Napoli attraverso il nodo di interscambio della linea 1), la Regione, attraverso l’ACaMIR, indisse una gara per la redazione di un progetto di “fattibilità di un nuovo collegamento tra la stazione AV di Afragola e la rete metropolitana di Napoli”.

Il progetto ignorava beffardamente Arzano, mentre prevedeva una stazione a Casoria, che ha già un collegamento diretto con Napoli, e un’altra a Casavatore, un Comune con la metà degli abitanti di Arzano.

La notizia fece molto rumore, tanto che chi a quel tempo guidava la nostra Amministrazione riportò la questione in Regione, dopodiché comunicò alla città che nel progetto della nuova metro sarebbe rientrata anche Arzano.

In verità, pochi ci credettero.

Però almeno se ne parlò. Oggi, invece, non se ne parla proprio più.

Certo, sarebbe fantastico avere una fermata della metro ad Arzano. Purtroppo, visti i precedenti, non possiamo far altro che inserire questo progetto nel nostro già ricco “libro dei sogni”.

Ad oggi non vediamo altra soluzione che quella di istituire una navetta che, dopo aver attraversato alcune zone nevralgiche della nostra città, ci colleghi con la metro di Scampia oppure con la stazione ferroviaria di Casoria.

Sarebbe, questo, sicuramente un progetto più semplice e di più facile attuazione.

Ma siamo sicuri che se lo chiediamo a coloro che gestiscono il Comune, la Regione o la Città Metropolitana, costoro faranno, ancora una volta, orecchie da mercante.

E il trasporto pubblico, ad Arzano, continuerà a funzionare ancora così per decenni: un bus ogni mort’e Papa, che raccoglie 3-4 passeggeri ad ogni corsa.

 

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