Riceviamo e Pubblichiamo —————————————————-

Uno strano senso di spaesamento, preludio di una crisi di identita’, mi assale da giorni, da quando si e’ consumata l’annunciata crisi politica di Arzano. D’incanto, complice l’inattesa risposta del popolo della sinistra e del PD nella giornata delle primarie, e’ diventato protagonista del dibattito politico arzanese, con una centrallita’ inaspettata, il Partito Democratico della nostra citta’. Da militante e componente della segreteria del citato Circolo arzanese, il fenomeno dovrebbe inorgoglirmi e consolidare tesi e argomentazioni che, in tempi non sospetti e nelle vesti di Cassandra, mi fecero affermare l’importanza della forza di un partito di massa quale antitodo ai populismi a alle acclamate, spesso improvvisate, spinte verso l’associazionismo di facciata. Il senso di responsabita’ e il rispetto delle Istituzioni oggi, a circa due anni dalla Rivoluzione gentile del Sindaco Esposito e a poche settimane dalla sua conclusione, non mi fa gridare “tanto peggio tanto meglio”, soprattutto se si rischia l’ignoto o, ancor peggio, il caos. E questa sensazione, mi auguro smentita dalla storia, e’ stata confermata dalla presenza di un esponente del PD regionale che stamane, durante l’assemblea pubblica indetta dal Sindaco uscente Fiorella Esposito, ha idealmente sostenuto la veemente relazione dell’ex Primo cittadino. Mi ero addormentata con in mente l’immagine di De Magistris che, con piglio rivoluzionario proclama l’investitura della candidata Fiorella e mi risveglio, non senza sbigottimento, con la difesa d’ufficio della Sindaca, vittima di congiure di palazzo che le hanno impedito di portare a compimento consiliatura e programma di mandato, da parte del noto esponente del Parito nel quale milito.
Ribadendo il profondo scoramento che mi coglie quale cittadina di uno dei territori piu’ problematici e ad alto rischio,incapace di darsi democraticamente un governo stabile e duraturo,non posso esimermi dal pormi legittime domande, quale elettore e attivista del Partito Democratico. Vorrei con onesta’ intellettuale che mi si spiegasse a quale perimetro politico si ascrive l’esperienza amministrativa della Sindaca uscente. Se la ragione non dichiarata del fallimento di molte esperienze di governo non siano, invece, da cercare anche e ,soprattutto,in una mai celata ambiguita’ politica, frutto di un calcolo elettorale poco lungimirante. Se l’isolamento del PD arzanese era conc epito come funzionale alla realizzazione di geometrie politiche, abilmente scomponibili all’occorrenza. O semplicemente eravamo e siamo Gemelli Diversi, Dioscuri, vittime di un parto non ben riuscito perche’ figli di un tradimento. E purtroppo, in politica i tradimenti non pagano. Le alleanze, come i matrimoni,vanno facilmente in pezzi e a pagarne le conseguenze sono solo questi martoriati territori che, non trovando soluzioni a problemi reali, arretrano sempre piu’ nel cono d’ombra del declino e dell’illegalita’.
Caterina Errichiello

                                                                                             Componente Direttivo Circolo PD di Arzano

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