Diario

(di Giovanni Bevilacqua)

2 maggio 2020. Cinquantaquattresimo giorno. Con qualche amica ho condiviso la bellezza dei fiori che sono cresciuti sul mio balcone.

Sono raddoppiati i poveri; dall’altro sono aumentati del 54% i giovani, sotto i 35 anni, che sono attualmente impegnati nel volontariato. Giovani che si sono alzati dal divano per aiutare i vecchi e i tanti nuovi poveri. Il bello nasce sempre tra le brutte cose. De Andrè in “Via del Campo” cantava: Ama e ridi se amor risponde / piangi forte se non ti sente / dai diamanti non nasce niente / dal letame nascono i fior / dai diamanti non nasce niente / dal letame nascono i fior.

A proposito, al diamante, che ancora oggi amiamo regalare alle nostre donne, è legata la leggenda medioevale che voleva tale pietra capace di far scoprire al marito se la moglie gli fosse fedele. Ma, come il nostro grande cantautore ci ha lasciato scritto e cantato, “dai diamanti non nasce niente”. I “volontari” sono coloro che hanno trasportato, fosse anche solo momentaneamente, il loro essere verso gli ultimi. Non bastano, non basteranno mai: restano sempre troppi i poveri da soccorrere. Il povero, come il diamante, ci fa scoprire chi siamo, cosa siamo, cosa vogliamo, dove vogliamo essere. Andando verso gli ultimi, i nostri ragazzi, vanno a raccoglier fiori.

A domani

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