Riceviamo e Pubblichiamo A due mesi dalla proclamazione della nuova sindaca, i cittadini di Arzano restano in trepidante attesa della ripartenza, della rinascita, del cambio di passo promesso o, quantomeno, di un segnale di discontinuità rispetto agli ultimi due anni di non-amministrazione commissariale.Non c’è bisogno di stare all’opposizione, infatti, per rendersi conto che questi primi sessanta giorni di governo sono stati caratterizzati da una sostanziale inazione e da uno sconcertante silenzio. Sia dal punto di vista operativo (i fatti), sia da quello comunicativo (le parole), non c’è stato da parte della sindaca e della giunta alcun atto che potesse rivelare una presenza, una decisione, la definizione di un programma di lavoro o di una strategia. Solo, saltuariamente, apprendiamo che si stanno iniziando fantomatici iter per “l’attingimento” di qualche non meglio precisato “fondo”.In due mesi, insomma, il nulla assoluto. I problemi della città restano lì, irrisolti, e non si capisce se qualcuno stia costruendo, o almeno immaginando, soluzioni.La scuola, in cui si moltiplicano i disagi dovuti ai ritardi nell’erogazione dei buoni pasto, delle cedole librarie e alla sostanziale non-gestiome della manutenzione degli impianti (e tralasciamo paragoni che sarebbero impietosi con l’amministrazione Esposito).Il controllo del territorio, che resta totalmente disatteso, con le ormai famigerate telecamere sempre promesse e mai viste e con la sistematica assenza dei (pochi) Vigili Urbani dalle strade cittadine, mentre si hanno notizie del loro impiego saltuario in operazioni “interforze” al di fuori del territorio comunale. Sia chiaro, si tratta di azioni meritorie, ma resta il fatto che se quei pochi Vigili che abbiamo vengono impiegati altrove, il controllo della città diventa praticamente impossibile. La vergognosa condizione di degrado del Centro Storico, per il quale continua un silenzio che si è fatto assordante, senza che si abbiano notizie o indicazioni sul completamento dei Piani Territoriali il cui percorso di definizione e attuazione, lo ricordiamo, iniziò con la scorsa amministrazione. La povertà del tessuto sociale ed economico, che tra l’altro alimenta le condizioni in cui prospera la criminalità organizzata: non si capisce quali strategie, quali progetti intenda mettere in campo l’amministrazione per combatterla. L’unica cosa che si nota è che, in rigorosa continuità con la non-amministrazione commissariale, la città non vede (e siamo all’11 dicembre) addobbi natalizi per le strade. Certo, ci sono problemi più seri. Sta di fatto che in tempi complicati, con una pandemia che non dà tregua, anche una via illuminata potrebbe contribuire a rendere meno pesanti questi giorni, oltre a dare una mano ai commercianti locali, già duramente colpiti dalla crisi.La condizione di depressione della città richiede forza e determinazione nelle scelte ma l’amministrazione, che pure dispone di una solida maggioranza consiliare, non agisce, dando mostra di evidente inadeguatezza. A ciò si aggiungerebbero, secondo voci insistenti, complicati problemi legati ai rapporti tra le diverse anime della coalizione (a proposito di antichi “pupi e pupari”).Se ci sono problemi di competenze inadeguate o di relazione all’interno della maggioranza, coerentemente con la trasparenza tanto sbandierata in campagna elettorale, si rendano noti, si risolvano, si inizi finalmente a governare: la città non può più aspettare.

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