“I confini di Napoli città non sono quelli del centro storico, né quelli disegnati su carte geografiche. L’espansione demografica ha integrato l’hinterland alla città in maniera contigua-estendendo in quei paesi il nuovo confine naturale di Napoli”.

Era cominciato così il discorso nella sede di piazza museo, tra Peppe Mancini, titolare dell’azienda REX Pubblicità di Arzano, e il Paolo Giulierini direttore Museo Archeologico MANN di Napoli, complice anche il nostro concittadino Antonio Esposito Marroccella dipendente del Museo.

Su tale presupposto si sottolineava di comune accordo, che le comunicazioni delle manifestazioni dei maggiori eventi culturali cittadini, non vengono diffusi con un’adeguata pubblicità nei paesi dell’hinterland. Paesi che come già detto devono essere considerati estensione della città stessa, non muta neanche il dialetto nel raggio di almeno 10 km.

E’ bastata questa introduzione per guadagnare subito l’interesse del Dottor Giulierini. Il quale ha subito accolto la proposta dell’azienda di Arzano. Proposta che a titolo gratuito ha offerto al museo una campagna pubblicitaria proprio in quei territori dell’hinterland.

Sulle prime si pensava di annunciare l’imminenza della nuova mostra sui gladiatori; ipotesi che poi in corso d’opera e con il buon auspicio dei tempi è diventata la letizia della riapertura dei musei. Nonché la  presentazione della <nuova mostra dei gladiatori> al museo archeologico.

Il Direttore Paolo Gulierini molto contento dell’iniziativa e lungimiranza della proposta dell’azienda “Rex” ha voluto espressamente sulla grafica del manifesto rappresentare il logo della Rex insieme a quello del MANN. Sottolineando lo slogan: ”Insieme Vinceremo”. Sì perché davvero c’è necessità di vincere insieme questo momento di pandemia che dura ormai da più di un anno, e che lentamente ha stravolto la nostra vita. Ma soprattutto la vita vera; quella che fisicamente ci porta a vivere le persone, il territorio, l’arte, gli spettacoli, le manifestazioni, il commercio … Quella vita che  già prima era fortemente minacciata da una  vita concorrente parallela virtuale vissuta esclusivamente nei display dei telefoni e di altri dispositivi. I quali con i vari lockdown hanno raggiunto l’apoteosi storica, sostituendosi quasi a tutto. La pandemia finirà e quando sarà saremo tutti profondamente cambiati. Sembra assurdo salutare un amico in fila -in un museo all’estero; incontrarsi con amici che hanno visto la roccia dell’orso in Sardegna, il sole di mezzanotte in Norvegia e poi nessuno di questi è stato al MANN! O al museo di Capodimonte! O alla finestrella di marechiaro! Una cosa è certa: in questo mondo iperconnesso qualcosa deve essere andato terribilmente storto.

Condividi