Riceviamo e pubblichiamo

Tra circa sessanta giorni, togliendo qualche domenica e i giorni in rosso per le festività previste ad agosto, l’anno scolastico 2020/2021 parte. Sulla carta. E persino su quella, non è chiaro del “come” debba partire. La bozza delle linee guida generali, è praticamente una tiritera rimescolata dell’Autonomia Scolastica, nella sua peggiore espressione. In pratica tutto è demandato e pertanto scaricato su Presidi e sulle comunità territoriali, con un enorme impatto (negativo) sull’intero comparto d’istruzione e pertanto della qualità del servizio, senza contare i danni che ne conseguiranno sulla preparazione e la gestione degli studenti. Arzano, rispetto ai comuni dell’area nord di Napoli, possiede un invidiabile patrimonio in termini di edilizia scolastica e allo stesso tempo di potenziale totalmente inespresso in questo settore. La didattica a distanza, ha confermato tutti i propri limiti e l’impossibilità di reggere su lungo termine, eppure le soluzioni fosche e confusionarie che il ministero fornisce, prevedono e palesano un’inesistente capacità d’analisi ed un’assenza di linea precisa in vista del prossimo anno: possibili doppi turni; classi smembrate e paradossalmente assembrate in modo eterogeneo; persino convenzioni con enti pubblici e mondo associazionistico per fornire nuovi spazi laddove mancano per limiti inerenti alle strutture scolastiche. Eppure nel nostro comune, tutto questo potrebbe essere scongiurato, se fossero ripristinate e in tempi brevi strutture come il plesso di via Sette Re, che con il solo piano terra permetterebbe alla scuola Ariosto per esempio di non dover adottare doppi turni e garantire allo stesso momento, spazi e servizio in orari consoni e senza accavallamenti. In seconda battuta se si considera via Volpicelli, abbiamo una struttura individuata per il sociale, con assegnazione firmata ce deliberata proprio dall’amministrazione Esposito (e che resta inutilizzata), che sarebbe la più logica e assennata delle soluzioni per la scuola elementare limitrofa, evitando i doppi turni che creerebbero disagi a genitori che oltre a dover gestire gli orari lavorativi, dovranno modificare la propria tabella di marcia in corso d’opera per accompagnare e riprendere i propri figli, compulsando ulteriormente la viabilità della zona già compromessa di per sé dalla presenza anche del Liceo Giordano Bruno poco distante ed una disposizione dei marciapiedi e del tratto stradale del tutto distorta. In ultimo, la protezione Civile occupa un edificio in perfette condizioni che sarebbe, nel caso dell’Istituto in Piazza Marconi, risolutivo se posto in uso per gli studenti e nella pratica incarnerebbe una manna dal cielo, per non imboccare arzigogolate soluzioni che ad altro non porterebbero se non ulteriore caos all’apertura del prossimo anno scolastico arzanese.  Queste misure, probabilmente avrebbero il merito di  ridurre se non azzerare i disagi che porterà Settembre con la riapertura delle scuole ad Arzano; un problema (enorme)  che invece sembra passare in sordina, con il tacito sguardo forse dei Commissari inconsapevoli degli imminenti disagi che affliggeranno ancora una volta famiglie e cittadini.

Simone Russo

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