Diario / 18

27 marzo 2020. Diciottesimo giorno. Oggi una lunga citazione di Carlo Rovelli. Stare fermo in casa mi porta a ricordare le mie letture, antiche o recenti che siano. Spero che emozionino anche i miei lettori. Leggere aiuta ad abbattere la soglia di casa.
«Noi siamo fatti della stessa polvere di stelle di cui sono fatte le cose e sia quando siamo immersi nel dolore sia quando ridiamo e risplende la gioia non facciamo che essere quello che
non possiamo che essere: una parte del nostro mondo.
Lucrezio lo dice con parole meravigliose:
… siamo tutti nati dal seme celeste;
tutti abbiamo lo stesso padre,
da cui la terra, la madre che ci alimenta,
riceve limpide gocce di pioggia, e quindi produce il luminoso frumento,
e gli alberi rigogliosi,
e la razza umana,
e le stirpi delle fiere,
offrendo i cibi con cui tutti nutrono i corpi,
per condurre una vita dolce
e generare la prole … (II, 991-997)»
Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, Adelphi, Milano 2014, p. 84.

A domani

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