Diario

(di Giovanni Bevilacqua)

27 aprile 2020. Quarantanovesimo giorno. «L’inizio della fine inizia con la perdita del senso della proporzione». Questa frase di Céline mi sembra scritta apposta per la riflessione di oggi. Dopo quanto accaduto ieri, circa un primo allentamento delle cosiddette “misure di sicurezza”, e le reazioni consecutive di tutti. Perdonate il paragone, ma mi viene in mente “l’assalto alla diligenza”, quella famosa dei film western. Cerco di spiegarmi. Si sta cercando di allontanare da noi il pericolo dell’infezione, quello che viaggia dentro la diligenza, ma ci ha preso la smania, pensando che la diligenza sia piena di monete d’oro, di assalirla. Decidiamoci: la vita è o non è più importante della pizza, del gelato, ecc. Per poter fare le cose, anche le più semplici, bisogna prima essere, nel senso di esistere. Ogni vita nostra conta molto di più di tutti i gelati e le pizze del mondo. Siamo in “libertà sospesa” non perduta.

Pensando al grande bene “sospeso” della libertà mi viene in mente la barzelletta che girava durante la Grande Guerra: in Austria ciò che non è proibito è permesso; in Germania ciò che non è permesso è proibito; in Francia è permesso tutto, anche quel che è proibito; in Russia è proibito tutto, anche quello che è permesso.

A domani

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