L’otto maggio di dieci anni fa l’Arzanese conquistava ufficialmente per la prima volta il calcio professionistico. Con l’ultima gara in casa con La Battipagliese, la squadra biancoceleste allenata da Franco Fabiano coronava un capolavoro inimagginabile con una giornata d’anticipo. La formazione dei fratelli Ciro e Umberto Serrao, del presidente Gaetano De Vita, del Direttore Generale Salvatore De Vita, capeggiava la classifica del girone H della serie D per ben trentaquattro giornate di campionato, dalla prima all’ultima. La formazione biancoceleste nell’estate del 2010, allestita tasselllo dopo tassello per disputare il campionato di Eccellenza, veniva ripescata in serie D. La stessa rosa, che doveva partecipare al massimo campionato regionale, veniva riconfermata per partecipare al campionato di serie D, potenziata con alcuni innesti rivelatisi poi determinanti, grazie anche all’intuito del direttore sportivo Pasquale Costagliola. Infine la squadra, gente motivata, grandi professionisti e soprattutto grandi campioni, molti di essi riconfermati anche in Lega Pro.

L’utima gara casalinga con la Battipagliese, l’otto maggio 2011, diventava un’autentica festa, al triplice fischio finale l’esplosione della festa. L’intera rosa su un pullman scoperto attraversava l’intera città tra due ali di folla, impiegando diverse ore per compiere l’intero giro.

Dopo verranno i tre anni di Lega Pro con grandi soddisfazioni per le sfide con squadre blasonate come: Salernitana, Perugia, Frosinone, Teramo e tante altre. Gare tutte disputate lontano dallo stadio “Sabatino De Rosa”, indisponibile per i lavori di ammodernamento e poi abbandonato al suo triste destino. Il calvario dei biancocelesti è un lungo peregrinare alla ricerca di uno stadio dove disputare le gare casalinghe: Mugnano, Frattamaggiore. Dopo tre anni di grande calcio, la retrocessione con la beffa nella finale play-off con di Tuttocuio. Dieci anni sono passati, dal Paradiso all’inferno, per una citta che in questi anni ha perso tante cose, anche il calcio e il suo stadio.

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