Esposto di residenti e commercianti di via Melito e via D’Alì contro il rudere di via Melito. Una vicenda che si trascina da quasi 50 anni senza una soluzione definitiva. Una cinquantina di residenti hanno scritto alla Sindaca di Arzano, al Comandante della Polizia Municipale, all’Assessore all’Ambiente e al Direttore dell’ASL NA2 nord, nella lettera hanno evidenziato le criticità dell’intera zona: “Ancora una volta, dopo quasi 50 anni, noi  abitanti e  commercianti di  via Melito e di via Dalì, attraverso questa petizione portiamo all’attenzione delle SS.LL. l’enorme problema rappresentato dal rudere in oggetto, dichiarato inagibile prima del terremoto del 1980 e sottoposto a  numerosi interventi da parte dei VV.FF. (nel corso dei vari decenni) per la rimozione dei pericoli  urgenti ma mai definitivamente risolti.

Calcinacci che cadono da pareti pericolanti, – scrivono i firmatari della petizione – vegetazione incolta che nel corso degli anni si è trasformata in un “brutto bosco verticale”, deposito di ogni tipo di spazzatura, incubatore di centinaia di grossi ratti e pantegane che per procurarsi il cibo invadono le strade e i cortili dei palazzi confinanti, intrufolandosi nelle abitazioni di impotenti abitanti della zona che non riescono più ad arginare il terribile pericolo…”. Gli estensori chiedono che: “Il rudere va espropriato, abbattuto e lo spazio liberato deve essere restituito alla città come area verde attrezzata, perché rappresenta un serio pericolo per l’incolumità fisica ed igienico sanitaria dei residenti  e delle centinaia di bambine e bambini che ogni giorno percorrono via Melito per recarsi nella vicina scuola di P.zza Marconi”.

Una situazione insostenibile, aggravata dall’abbandono di rifiuti nei pressi dello stabile, che attirano vere e proprie pantegane, come mostrato in un video che ha spopolato sui social nei mesi scorsi.

Ampia disponibilità dei proprietari, che sono stati già convocati dalla Polizia Municipale: “Anche noi siamo vittime di questa situazione, sono oltre trent’anni che non riusciamo ad ottenere le autorizzazioni per la ristrutturazione della nostra proprietà. Nel 2014, dopo aver presentato il progetto e pagato quasi 30.000 euro di oneri concessori, dopo una prima approvazione, il progetto ci fu rigettato. Per riavere la somma versata abbiamo dovuto far causa al Comune. Nelle prossime settimane, – continua un rappresentante della famiglia Silvestro – ripresenteremo il progetto e ripuliremo l’intera area. Anche se servirà a poco, visto il continuo abbandono dei rifiuti all’esterno, oltre a quelli che vengono lanciati all’interno della nostra proprietà”.

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