Con sentenza emessa il 5 luglio il TAR ha accolto il ricorso contro il Comune di Arzano per la riammissone dell’Art.7 della Legge Regionale sul Piano Casa.

I ricorrenti avevano richiesto il rilascio di Permesso di costruire per intervento di sostituzione edilizia e cambiamento di destinazione d’uso, negato con il provvedimento impugnato sul presupposto che l’applicazione sul territorio comunale dell’art.7, comma 5 della L.R. n.9/2001 sarebbe stata esclusa con Delibera di Consiglio comunal e n .9/2011.

Il TAR ha dato ragione  alla ARFELIX Srl e tra le motivazioni ha scritto: “La Delibera di Consiglio comunale con la quale l’Ente ha ritenuto di escludere su tutto il territorio comunale la possibilità di realizzare interventi contemplati dall’art.7 della L.R. n.1/2011 – cui sono connessi atti esecutivi assolutamente vincolati nell’an e nel quomodo quale il rilascio del Permesso di costruire per l’intervento di sostituzione edilizia che parte ricorrente avrebbe intenzione di realizzare; peraltro l’interesse al ricorso è implicito nei danni patrimoniali subiti per effetto del provvedimento gravato di impugnazione. 2.1 Ora la L.R. n.19 del 2009 – ed. “Piano Casa”, come modificata dalla L.R. n.l del 2011, nel disciplinare gli interventi straordinari di demolizione e ricostruzione in deroga agli strumenti urbanistici vigenti,   ha   inteso,   coerentemente   con   l’impianto   del   testo normativo  in  esame,  promuovere  le  iniziative funzionali   ad incrementare   la   qualità   urbana   ed   edilizia   attraverso   il miglioramento   e   la   riqualificazione   del   patrimonio   edilizio esistente. In sostanza il Legislatore campano ha inteso promuovere gli investimenti privati per il recupero e la riqualificazione del patrimonio  edilizio  esistente  nel  territorio  regionale,  con  la funzione primaria, sebbene non esclusiva, di contrastare la grave crisi economica che ha investito anche il settore edilizio; la suddetta legge si pone in linea con le analoghe iniziative assunte da   altre   Regioni,   ad   esempio   il   Veneto   e   la   Sardegna, successivamente sviluppate a seguito del raggiungimento – il 31 marzo 2009 – in sede di Conferenza Stato – Regioni ed Enti locali, dell’Intesa di massima con la quale è stata prevista, tra l’altro, l’introduzione con legislazione regionale di incentivi, attraverso premi   di   volumetria,   per  la   realizzazione   di   interventi   di riqualificazione  del  patrimonio  edilizio  residenziale  esistente, entro determinati limiti massimi, nonché di forme semplificate e celeri per l’attuazione degli interventi edilizi. Sebbene  i   contenuti  delle  leggi  regionali  emanate  risultino variegati  e  differenziati  tra loro,   anche  il   ed.  Piano   Casa Campania si caratterizza per l’introduzione di norme eccezionali e temporanee, destinate ad operare per un periodo di tempo limitato; in tale quadro si collocano gli artt. 4, 5, 7 e 8, essendo stata prevista la possibilità di realizzare gli interventi disciplinati da tali disposizioni esclusivamente ove la domanda volta ad ottenere i relativi titoli edilizi sia presentata entro un termine perentorio normativamente prestabilito, decorrente dalla data di entrata in vigore della legge regionale in esame”.

E ancora:”…l’esclusione dell’intero territorio comunale non è solo illegittima in quanto contrastante con la ratio della legge, ma è anche affatto immotivata e per ciò stesso illegittima per violazione di legge, atteso che la disposizione normativa in questione pretende – come si è detto – che il provvedimento limitativo sia “motivato da esigenze di carattere urbanistico ed edilizi”.

Infine una curiosità, l’avvocato della parte ricorrente e quello del Comune di Arzano, hanno lo studio nello stesso stabile.

 

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