Riceviamo e pubblichiamo

Sono appena cominciati i “dialoghi a distanza” tra le forze politiche arzanesi e già si alza la fanfara che, tentando di delegittimare l’autenticità del tentativo di auspicabili costruzioni di alleanze partitiche e politiche, grida al complottismo e al solito “inciucio” per la conquista del potere.

A questo punto nasce spontanea la domanda:
di quale Politica avrebbe bisogno questa Città dove la sospensione reiterata della partecipazione e rappresentanza democratica sta producendo un profondo, nichilistico e, talvolta, qualunquistico allontanamento tra Società e Istituzioni?

A cos’altro dobbiamo assistere per mettere in campo tutte le energie positive e costruttive per contrastare il degrado diffuso, la perniciosa e strisciante assenza di regole condivise e realizzare condizioni e prospettive di sviluppo?

Quale Patto Sociale si pensa di perseguire e sottoscrivere per garantire e promuovere il Buon governo e la Buona amministrazione?

A questi e ad altri interrogativi mi sforzo, come rappresentante di un Partito Politico, il Pd, di fornire una risposta partendo dalla consapevolezza che il futuro e il destino di questa Città non possono essere sottratti ad una comune, ampia e responsabile azione.

Premetto che il tentativo di fornire una risposta agli interrogativi presuppone, a mio avviso, un capovolgimento di approcci, anche semantici e di prospettive, provando a sostituire alla parola “inciucio” la parola “alleanza”: patto di corresponsabilità sociale, concordia o pax sociale, tutte categorie ideali auspicate e invocate dalla Storia nei momenti di fallimentari e distruttive esperienze.

La rinascita di una Comunità, infatti, non può prescindere dal recupero dell’identità, senso di appartenenza, responsabilità sociale.

Tutti i decisori politici, i cittadini, il terzo settore, le associazioni professionali e di categoria, le parrocchie, sono chiamate ad un lavoro meticoloso di “rammendo” di tutti gli strappi e di cura delle ferite che da troppi anni hanno afflitto il nostro tessuto sociale.

A cosa deve rimediare la Politica se non alla prolungata cesura tra Istituzioni e Società civile?

Il consapevole esercizio di una cittadinanza piena e responsabile richiede un costante, ripetuto flusso di idee, relazioni sociali e politiche, nel senso profondo della “polis”, capace di mobilitare un capitale sociale di esperienze e di competenze per la riscoperta della socialità e dei legami, fuori dal guscio della personale comfort zone, per promuovere qualità della vita e benessere diffuso.

Questo tempo complesso e problematico richiede costruzione emotiva e identitaria, che è la pre-condizione di qualsivoglia progetto politico di governo e di amministrazione della Città di Arzano, ricordando che la buona amministrazione è figlia della buona politica ed entrambe risultano indispensabili per garantire governabilità e capacità di risposta ai tanti, annosi problemi irrisolti.

Le diseguaglianze e le iniquità sociali si acuiscono nei territori dove latita la Politica e dove l’antistato mostra la sua forza agendo in funzione di supplenza e di sostituzione delle deboli Istituzioni statali.

Tutto questo consegna la Città ad inarrestabili condizioni e forme di marginalità e sottosviluppo, in una spirale senza fine.

Per vincere la sfida e inaugurare la stagione della ricostruzione, occorre condividere progetti, metodi, finalità, partendo dal riconoscimento dell’altro da sé, richiamando alla memoria ciò che è stato e siamo stati, con lealtà e correttezza.

Tre commissariamenti, per una Comunità democratica, rappresentano un evento traumatico che ha prodotto e rischia di produrre esiti nefasti di lungo periodo.

E la risposta non può prescindere dal tentativo di rimettere al centro del dibattito un’alleanza per Arzano delle forze che si riconoscono nel medesimo campo di valori e buone prassi di governo, non inclini a riprodurre schemi già tristemente sperimentati.
È un cammino lungo e complicato, ma non impossibile.
Il Pd si muoverà da questa analisi e da questi presupposti.

Buon lavoro Arzanesi… Buon lavoro PD.

Caterina Errichiello

Condividi