Luigi Silvestro, arzanese che da anni vive in un piccolo paese del ferrarese, ha pubblicato un libro dal titolo “Scusate, qualcuno ha visto le Istituzioni?”. Luigi è sempre rimasto legato ad Arzano, qui ci sono le sue sorelle, nipoti e ogni mese riceve puntualmente il nostro mensile.

Il libro è una raccolta di disavventure avute nel corso degli anni con i vari Enti. La pubblicazione si apre con un piccolo squarcio della sua storia con il capitolo “A morte i migranti!”. Le cose si mettevano male per i tanti italiani che erano andati, spinti dalle incoraggianti aspettative inculcate dal regime, a cercare fortuna nelle colonie africane. Mio padre era uno di questi. Si era avviato per tastare il terreno, poi, visto che effettivamente ci si guadagnava qualche fetta di pane più che in Italia, si fece raggiungere, a febbraio del 1940, da mia madre con i due figli Vincenzo di cinque anni e Nina di tre anni. Ad Addis Abeba a novembre del 1940 vedeva la luce Maria Grazia e all’inizio del 1942, a completare il quadro familiare, arrivò anche Luigi che però dopo qualche mese, forse per una broncopolmonite, morì dando a mia madre il più grande dispiacere della sua vita; un dolore talmente forte che, con mio padre già prigioniero, perse l’occasione di lasciare ad aprile del 1942 la più rischiosa Etiopia, “per non abbandonare il bimbo solo” diceva. Due mesi più tardi si convinse che probabilmente non si sarebbe presentata un’altra occasione e s’imbarcò per l’Italia con i tre figli e una piaga nel cuore. . In Italia trovò situazioni, per certi versi, ancora più pericolose con cui convisse fino alla fine del conflitto mondiale. Col rientro di mio padre, con la fine della guerra e quando le cose si avviavano lente verso una sorta di normalità, a gennaio del 1951, nascevo io e prendevo il nome del mio fratellino morto.

Il libro può essere acquistato anche tramite il nostro mensile, a cui Luigi ha donato cinquanta copie come forma di sottoscrizione.

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