(di Giovanni Bevilacqua)

Oggi manca il letto, per dormire deve bastare la panchina. Ieri riflettevamo sulla presenza di un letto sopra il quale dormiva un adulto etilico dipendente. Proprio questa sua dipendenza lo ha portato a vivere per strada (nella nostra Piazza Cimmino, per essere precisi). Rifiutato dalla famiglia, non ha saputo trovare posto migliore.
A quale “ordine” (sempre ammesso che esistano ordini) appartiene la famiglia che ha sbattuto per strada quest’uomo? A quale ordine (sempre ammesso che esistano) appartengono gli uomini che vivono nell’indifferenza questo dramma, questo abbandono?
Tutti pronti a giudicare. Quanto si sente è solo la ripetizione di luoghi comuni. Mi sono, alla fine, “consolato” (si fa per dire) pensando che solo attraverso questi accadimenti riesci a misurare l’umanità che ti circonda. Ci raccontiamo della lontananza della politica (accidenti che lontananza, basta affacciarsi dal balcone per vederlo), della Chiesa (anche questa a non più di 10 metri da quella panchina). Le vediamo, la politica e la Chiesa, come “entità” fuori di noi, sopra di noi, estranei a noi.
Esiste sicuramente un problema di ordine pubblico, un problema igienico (i bisogni, questa persona, li soddisfa nei giardinetti), un problema sanitario, un problema…
Il problema più grande in questo momento è l’incapacità di una comunità che non riesce a prendersi cura di un solo uomo. Riflettiamoci: se un uomo solo è capace di mettere in scacco morale tutta una città, c’è davvero di che preoccuparsi.

Condividi