Due storie contrapposte, facce della stessa medaglia: il lockdown arzanese. Un nostro concittadino, si reca a Casavatore per acquistare dei fiori, deve fare un regalo e, purtroppo, ad Arzano sono tutti chiusi nel rispetto della famigerata ordinanza. Nel negozio di fiori, il titolare, mentre realizza una composizione, discute con un altro cliente sul lockdown ad Arzano, il fioraio, non sa che l’altro cliente è un arzanese, esclama: “Ormai io ad Arzano non vado più a fare consegne di fiori. Sto rifiutando tutti gli ordinativi”. Ascoltando questa frase il nostro concittadino stava per abbandonare il negozio, quando il fioraio aggiunge: “Non posso consegnare composizioni floreali ad Arzano, non posso fare un torto ai miei amici fiorai in difficoltà”. Un grande gesto verso colleghi di un’altra città che stanno attraversando un momento difficile. La solidarietà che non ti aspetti.

Tutta un’altra storia il secondo episodio, l’altra faccia del lockdown arzanese. Una società sportiva arzanese organizza un allenamento congiunto con un’altra società, con gara da disputarsi in campo neutro situato a metà strada. Subito dopo aver raggiunto l’accordo tra le due società, scoppia il lockdown nostrano, tutto il mondo viene a conoscenza della situazione arzanese. La società avversaria chiama i dirigenti arzanesi e chiede di annullare la gara, in quanto non se la sentono di affrontare una formazione arzanese.

Il bravo telecronista, in questo caso, chiuderebbe la telecronaca con “Dalla terra degli untori è tutto, a voi studio”.

Condividi