Una città sempre più chiassosa. Una gran bella “rottura” di timpani

( Lello Marangio) I problemi di Arzano sono molti, la lista la conosciamo tutti ed è inutile ribadirla ogni due e tre. Ed infatti non lo farò.

Negli ultimi anni però, da noi, s’è fatto strada un malcostume che, ingenuamente, non pensavo potesse diventare un problema: il rumore. Arzano è diventata un paese rumoroso.

Negli anni 70 quando venni ad abitarci, il silenzio regnava. Se qualcuno rompeva un bicchiere nei pressi della Rotonda, il rumore dei vetri si sentiva sino a Via Sette Re, e se tendevi l’orecchio, lo percepivi anche sulla Provinciale per Grumo.

Nel corso degli anni ad Arzano il silenzio s’è perso.

Dapprima parzialmente, poi in maniera più consistente, sino ad arrivare ad oggi quando nel nostro Paese il silenzio è scomparso completamente.

Non voglio parlare dei fuochi d’artificio notturni di cui si è già parlato ampiamente, quindi vado da un’altra parte.

Durante il giorno il rumore c’è ma è meno fastidioso anche se il suono dei clacson incessante, il fracasso di flex, trapani, e seghe elettriche che cittadini anonimi chiusi nelle loro villette, ci consegnano specialmente di sabato pomeriggio e nei fine settimana, è davvero una gran bella rottura di… timpani.

Per non parlare di quando gli stessi concittadini, di sabato verso le 15.00, si lavano la macchina in proprio e fanno partire il compressore, e tu sei lì nel letto e cerchi di recuperare un po’ di sonno perso, che alla fine ti viene lo sfizio di andare da lui e dirgli: “Un lavaggio costa 10 euro, io te ne do 30 se mi lasci chiudere gli occhi per una mezz’ora”.

Ma questo è niente.

Ad Arzano quando scende la notte si alza il rumore.

Fine a tarda ora motorini e macchine sfrecciano rumorosi con lo stereo ad altissimo volume, frenano, slittano, fanno il dèrapage, confondendo Via Napoli con l’Autodromo di Monza.

E se non ci riesce il bolide, a svegliarti ci pensano gruppi di ragazzotti ululanti che girano per strada e per vicoli a romperti gli zebedei sino alle 3 di notte, perché pensano che l’alba sia una cosa bella da vedere e non te la vogliono far perdere.

Abito ad Arzano da 40 anni, prima era un paese silenzioso: se in Via Pecchia qualcuno sbatteva più forte il portone del palazzo, la botta si sentiva netta sino a Via San Remo.

Oggi, purtroppo, non più!

(da “La Voce di Arzano” edizione del 31.08.2019)

Foto da Internet

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