Diario / 45 giorno

(di Giovanni Bevilacqua)

23 aprile 2020. Quarantacinquesimo giorno. Mentre scrivo è ancora in corso la lettura del capolavori della letteratura a cui avevo fatto cenno ieri. In Catalogna (Spagna) in questi giorni si tenevano mercatini di libri per strada (si sarebbero tenuti anche quest’anno). Ad ogni acquirente, specialmente se donna, veniva offerto una rosa. Bellezza che si aggiunge a bellezza. La bellezza del libro esaltata dalla bellezza del fiore. Il fiore che rende esplicito quanto racchiuso nelle pagine del libro. Petali che si aprono alla luce del sole, così come il sole della conoscenza investe chi apre e sfoglia le pagine di un libro. Quanta passione, quanta fantasia: il bello di una rosa che accompagna il bello della scrittura. I fiori celebrano la vittoria, parole poetiche che mi sembrano adatte per dire della vittoria della conoscenza sull’indifferenza. Tutte le storie che leggiamo raccontano, ma, anche, ci raccontano. I fiori sbocciano dalla terra e, per essere visibili, si alzano dal suolo, noi li godiamo perché sono ritti, in piedi.

Se restiamo sdraiati sul divano nessuno saprà apprezzare la nostra altezza.

A domani

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