(di Giovanni Bevilacqua)

Il letto in piazza o l’intimità esposta.

Da un po’ di tempo c’è una persona che vive sdraiato sulle panche di Piazza Cimmino. Stamani, come testimonia la foto, un letto matrimoniale con affaccio Chiesa madre (vuoi vedere che a chi dorme su quel letto gli piacerebbe essere incubato, nel significato latino di dormire nel tempio per essere ispirati dalla divinità). Non molto tempo addietro l’avremmo chiamato “lettone”, il letto di tutti, un letto per tutti.

Il letto è un altro dei luoghi di trasformazione. Ci si sdraia per “dormire”: quando si dorme si sogna. Il sogno ci porta rappresentazioni che nella realtà non esistono. Nel sonno, grazie ai sogni, ci liberiamo delle tensioni che ci affliggono da svegli.

Quella persona che dorme in quel lettone è in difficoltà. Il brutto non è lui che dorme in quel letto all’aperto, i bruti siamo noi che facciamo finta di non vederlo. È nel posto più visibile della nostra città, eppure da molti giorni è la persona più invisibile. È una banalità, ma quella persona sta, a modo suo, chiedendo aiuto: qualcuno risponda!

Condividi