(di Giovanni Bevilacqua) Ieri potrebbe essere stato un giorno da ricordare. Cinzia Aruta è stata eletta sindaco (sembra che vada bene anche al femminile) al primo turno. Fosse solo che ci porta fuori, finalmente, da un poco onorevole commissariamento, sarebbe da sola una gran bella notizia e basterebbe per farci stare meglio.

Un sindaco, una donna che ci sembra piena di vita e armata dalle migliori intenzioni. Mentre scrivo piove a dirotto, pioggia intensa e molto attesa. L’acqua che cade mi fa pensare che la polvere accumulata sulle nostre strade verrà portata via. Anche il cambiamento del tempo sembra voler sottolineare la voglia che tutti abbiamo di un cambiamento della gestione della nostra vita comunitaria.

Il cambiamento sarà tanto più forte quanto più grande sarà la nostra collaborazione affinché questo accada. Senza voler scimmiottare alcuno, ognuno faccia del suo, ognuno cerchi di essere il cambiamento che si aspetta dagli altri. La cosa pubblica non è cosa astratta che appartiene ad altri. Cosa pubblica è tutto quanto mi appartiene e pertanto mi obbliga a riguardarmelo, fare attenzione  perché anche altri lavorino e si vada insieme nella stessa direzione. Si cresce insieme e insieme se ne raccolgono i frutti. Non bisogna stare a guardare e giudicare (la cosa più semplice e stupida da fare). Evitiamo di soccombere nel provincialismo pensando che fossimo noi in quella carica faremmo meglio. Il meglio per tutti è pensare che la neo eletta Cinzia Aruta si è messa in gioco, non stiamo a guardare e ingiustamente giudicare, tifiamo invece perché vinca i pregiudizi e superi le incertezze (che sicuramente l’assaliranno) affinché la nostra comunità esca dall’abbandono e dallo sfaldamento della vita comunitaria nella quale siamo immersi da troppo tempo.

Come l’acqua che ci fa dimenticare la siccità, anche il neo sindaco sia aria nuova per la nostra città.  Tanti auguri e buon lavoro.


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