Riveviamo e Pubblichiamo

Pasquale, al tuo ricordo

Apprendere così, la notizia della tua scomparsa, in un modo così impensabile: è stata la fine di ciò che un tempo ricordava la nostra adolescenza. Ci avevi salutato tutti, durante il rientro delle feste natalizie. Proprio lì, dove si è ricreato un senso generazionale, ci siamo incontrati al bar Lanzillo, per caso, perché tu per tutti noi eri sempre l’amico con cui non si organizzava, ci si incontrava e basta. Avevamo parlato del più e del meno, della tua nuova scelta, il nuovo mondo che avevi ritrovato cambiando luogo, scegliendo di costruire qualcosa lontano da dove sei cresciuto. Lontano dalle risate del tempo trascorso, lontano da quel che avevi conosciuto con gli anni del liceo, dell’università, dai nostri viaggi, le serate, le prime feste, Capodanni passati a casa di qualche amico, nottate a parlare. Ma eri felice della tua scelta e bastava questo. Poi arriva la doccia gelida. E sembra di vivere un sogno. Surreale e distorta realtà che nessuno di noi ancora ora, non vuole accettare. Non si può accettare. In quella tua risata, naturale, mai finta e sempre trascinante, possedevi il segreto di quello specchio dei nostri ricordi più belli, che non saranno mai più così limpidi e solari, perché ad essi, ora, un’ombra è venuta a turbarli. Il ricordo più bello, l’averti avuto col banco avanti al mio, in seconda fila, e fin dal mattino era un continuo battute e sorrisi. Così vogliamo che sia la tua immagine.

Buon viaggio amico mio. Potesse tornare quel nostro tempo.

Simone Russo (a nome di quel che fu la V D)

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